Dimenticati nel cassetto della Nonna, tornano prepotentemente alla ribalta della moda e tendenza i bottoni lavorati, con strass, metalli nobili e colori sgargianti.

Dallo stilista più sofisticato alla nostra vicina di casa, il bottone viene scelto e rispunta su maniche, giacche e persino collane e borse. Segnaliamo alcune delle ormai rare “botteghe” milanesi dove fare “man bassa” di questi piccoli ma preziosi accessori.

La stanza delle meraviglie.
Il negozio del signor Giorgio si trova al Casoretto, un angolo di Milano che è rimasto quasi un piccolo borgo appartato. Da 25 anni la merceria è un punto di riferimento per chi ama il «fai-da-te». Ai bottoni, che il proprietario considera «un arredo», è stata dedicata un’intera stanza. Le pareti sono coperte da scaffalature in ferro dove stanno impilate tutte le scatole di cartone. Su ognuna è applicato il campione di ciò che contiene, e il tutto è ordinatamente suddiviso in base al colore e alle dimensioni, per andare a colpo sicuro e aiutare il cliente nella scelta. La lavorazione di tutti i bottoni è rigorosamente italiana, siano essi in madreperla, in legno o con applicazioni di strass. Si va dai modelli classici ai più estrosi. Come quelli enormi in galalite (una materia plastica ottenuta trattando la caseina con formaldeide), in madreperla con inserti dorati oppure sfaccettati, con prezzi che vanno da 9,90 a 19,90 euro. Si paga un pò di più quando sui bottoni sono applicate decorazioni in strass.
Nera Toffoli, piazza San Materno 14, tel. 02.26.82.68.64.

Eleganza dalle mille forme.
Per Luciana Besozzi, la passione per i bottoni è una tradizione di famiglia. Iniziata dal marito, che molti anni fa decise di dedicarsi a quest’attività aprendo una piccola fabbrica. Cessata la produzione, nel 1975 apre il primo negozio. Ora, dopo diversi traslochi, Luciana Besozzi riceve i clienti nel suo punto vendita di corso Porta Romana. Un locale elegante, ma che poco concede all’apparenza: le pareti sono tappezzate da cassettiere di legno dove, raccolti in contenitori suddivisi in cinque scomparti, sono custoditi bottoni dalle fogge più strane. Alcuni sono davvero bizzarri. Uno, in particolare, sembra una piovra, con la parte superiore in galalite colorata e fresata a mano da cui pendono catenine in metallo. Completano l’opera palline di galalite attaccate alle catene. Un grande scomparto è dedicato ai bottoni realizzati con la passamaneria. Fili di seta, cordoncini in svariati colori, tutti lavorati a mano. E per un regalo originale, i bottoni possono venire utilizzati per creare gemelli da uomo: sfavillanti quelli con grossi Swarovski. Il prezzo parte da 15 euro la coppia.
Guffanti, corso di Porta Romana 7, tel. 02.86.44.85.

Gioielli di famiglia. 
Il nome del negozio la dice lunga. Sugli scaffali di «Tutto per la sarta», infatti, si trova davvero tutto quanto può servire a chi lavora con ago e filo. Compresi i bottoni, che qui sono presenti in gran quantità: divisi per colore, sono custoditi in scatole di cartone rosso impilate una sull’altra fino a raggiungere il soffitto. Maurizio Moioli, che gestisce il negozio insieme al fratello, parla volentieri dell’attività a cui dedica tanta passione. E racconta. Di quando i bellissimi bottoni neri di jais, una varietà di lignite, arrivavano in Italia dopo aver attraversato mezza Europa: partivano dalla Cecoslovacchia, dove si trovava la materia prima, e venivano lavorati in Francia. Ma allora vestire abiti confezionati in sartoria era la regola. Oggi le abitudini sono cambiate e la cultura del bottone è un pò decaduta. Maurizio Moioli ha accumulato negli anni un vero tesoro, una serie di bottoni degli anni ’40, ’50 e ’60. Autentici gioielli, sapientemente costruiti con perline fissate una a una su una sottile rete di metallo (18 euro) o con grossi Swarovski disposti in modo da riprodurre la forma di un fiore (70 euro), tanto belli e appariscenti che potrebbero essere usati come spille. Molti arrivano dalla Francia: di lavorazione piuttosto elaborata, sono costituiti da una base in corno su cui è applicata una copertura di madreperla.
Tutto per la sarta, via Plinio 1 (lato via Ozanam), tel. 02.29.40.05.65.

Tutti in fila.
Piccolissimo – solo 45 metri quadrati – ma ben fornito. Nel negozio Janus di via Belfiore entrano in media 150 clienti al giorno e Ivano Giani, il proprietario, è stato costretto a installare un distributore di bigliettini numerati per non creare confusione. Nel soppalco sono riposte ordinatamente numerose valigette verdi, vecchie di decine d’anni. Al piano inferiore altre valigie simili, ma di fattura più recente, nascondono bottoni, alamari colorati e articoli difficilmente reperibili: come le chiusure dei vecchi borsellini. Vicino alla cassa, un grosso cilindro di plexiglas pieno di bottoni di ogni colore e forma. Un contenitore serve per «pescare» a caso quelli di cui si ha bisogno. Ogni bicchiere pieno costa 3 euro. Fino a pochi anni fa si usava abbinare agli abiti bottoni ricoperti di stoffa. Oggi questi modelli sono caduti in disuso: ma Janus li vende ancora nella versione in velluto, nei classici colori. Costano da 1,65 a 2,85 euro.
Janus, via Belfiore 6/e. tel. 02.48.14.239.